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RPG PER L’ERNIA LOMBARE

Nel trattamento conservativo dell’ernia lombare è importante considerare la posizione della protrusione o dell’espulsione dell’ernia.

L’atteggiamento antalgico del paziente unitamente ai test di provocazione ci sono di aiuto per capire la posizione dell’ernia e ci aiutano nella gestione della seduta di Rieducazione Posturale Globale.

i Test di provocazione classici usati in questa occasione sono lo Straight Leg Raise (SLR) ed il Test di Neri.

Lo SLR a paziente supino in presenza di ernia evoca od accentua del dolore radicolare (lombare od irradiato) tra i 30°/35° ed i 70°.

Test di Neri   consiste nell’evocazione od accentuazione del dolore radicolare (lombare od irradiato) flettendo la testa sul tronco al paziente in posizione supina e con gli arti estesi.

Per le ernie interne alla radice lo SRL peggiora la sintomatologia dolorosa (a causa dell’abbassamento della radice) ed il test di Neri la migliora

Per le ernie esterne alla radice lo SRL migliora la sintomatologia dolorosa ed il test di Neri la peggiora (a causa dell’elevazione della radice)

CHIUSURA SEGRETERIA AIRPG

I movimenti associati del sacro e dell’osso iliaco 

Bellissima animazione che mostra l’associazione dei movimenti di nutazione contro-nutazione e torsione sacrale con le 2 ossa iliache. Tale conoscenza ci permette di condurre di conseguenza i nostri trattamenti di RPGSOUCHARD

https://youtu.be/ED0hsfUGkes

RPG-SOUCHARD: la soluzione per le sindromi dolorose alla schiena causate dall’articolazione costo-vertebrale

La RPG-Souschard ha da sempre valutato e trattato la disfunzione delle articolazioni costo-vertebrali che, come dimostrato da questo studio,  hanno le caratteristiche per essere la causa di sindromi dolorose alla schiena.

Erwin WM, et al. J Manipulativo Physiol Ther. 2000 lug-ago.

Abstract

BACKGROUND:

La diagnosi di dolore nella parte superiore della schiena, nella spalla, nel petto e nel braccio è spesso fatta con notevole confusione e può essere accompagnata da spese superflue  e sofferenze da parte del paziente. Nonostante la poca prova di tessuti e meccanismi responsabili del dolore toracico interscapolare e atipico o della “pseudo-angina”, i praticanti della terapia manuale sostengono che la manipolazione degli elementi costovertebrali e dei tessuti molli associati può essere utile nel trattamento di queste dolorose condizioni.

OBIETTIVO:

Abbiamo esaminato il complesso costovertebrale negli esseri umani per identificare o meno la presenza di marcatori che rivelino la presenza di assoni nei tessuti periferici.

DESIGN:

I complessi costovertebrali umani ottenuti all’autopsia sono stati elaborati con esame istologico standard e metodi immunocitochimici per rilevare la presenza di tali marcatori

PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME:

I risultati erano descrittivi e non richiedevano metodi statistici.

RISULTATI:

Tutti le articolazioni  costovertebrali contenevano innervazione all’interno della capsula anteriore e dei tessuti sinoviali.

CONCLUSIONI:

l’articolazione costovertebrale è stata considerata un candidato per la produzione di dolore alla schiena e / o pseudo-angina che può essere migliorata dalla manipolazione spinale. Questo studio ha dimostrato che l’articolazione costovertebrale ha l’innervazione necessaria per la produzione del dolore in modo analogo ad altre articolazioni della colonna vertebrale.

PMID

10951309 [PubMed – indexed for MEDLINE]

Full text

La relazione tra la Lombalgia e la Lordosi Lombare.

La RPG da tempo ha abbandonato il punto di vista radicato che la lordosi lombare stessa o il suo incremento siano causa di Lombalgia. Per questo motivo la RPG , tra i suoi strumenti, possiede un efficace approccio per poter ridurre la stifness mio-fasciale che è alla base del tilt posteriore del bacino con conseguente riduzione della fisiologica curva lombare.
Questa meta-analisi dimostra una forte relazione tra lombalgia (LBP) e la diminuzione della curva della lordosi lombare (LLC)

The relationships between low back pain and lumbar lordosis:
a systematic review and meta-analysis.
Abstract

BACKGROUND CONTEXT:
I clinici considerano in modo contraddittorio la lordosi lombare (LLC)  rispetto al dolore alla schiena (LBP). Il punto di vista radicato nel tempo è che la LLC stessa, o il suo incremento sia causa di LBP. D’altra parte, recentemente, il ruolo biomeccanico della LLC è stato sottolineato e la perdita di lordosi è considerata una possibile causa di LBP. La relazione tra LLC e LBP ha un significato clinico immenso, in quanto serve come base di esercizi terapeutici per il trattamento e la prevenzione del LBP.

SCOPO:
Questo studio ha lo scopo di (1) determinare la differenza in LLC in quelli con e senza LBP e (2) indagare fattori confondenti che potrebbero influenzare l’associazione tra LLC e LBP.

DISEGNO DELLO STUDIO:
revisione sistematica e meta-analisi.

Campione del paziente:
I criteri di inclusione consistevano in studi osservazionali che includevano informazioni sull’angolo lordotico lombare (LLA) valutato per immagini radiologiche, sia nei pazienti LBP sia nei controlli sani. Sono stati esclusi studi che implicano solo popolazioni pediatriche, o che affrontano le condizioni spinali di cause non degenerative.

METODI:
È stata eseguita una ricerca elettronica sistematica di Medline, Embase, libreria di Cochrane, CINAHL, Scopus, PEDro e Web of Science utilizzando termini relativi all’allineamento lombare e alla logica booleana; (Lordo* lombare) o (allineamento lombare) o (allineamento sagittale) o (equilibrio sagittale). Sono state valutate le differenze medie standardizzate (SMD) e gli intervalli di confidenza del 95% (CI) e sono state utilizzate statistiche chi-square e I2 per valutare l’eterogeneità all’interno del gruppo mediante il modello di effetto casuale. Inoltre, l’età e il genere dei partecipanti, l’entità della malattia spinale e la gravità e la durata del LBP sono stati valutati come possibili fattori di confusione

RISULTATI:
Sono stati identificati complessivamente 13 studi composti da 796 pazienti con LBP e 927 controlli sani. Nel complesso, i pazienti con LBP tendevano ad avere un LLA più piccolo, rispetto ai controlli sani. Tuttavia, gli studi erano eterogenei. Nell’analisi della meta-regressione, i fattori dell’età, della gravità del LBP e dell’entità della malattia spinale sono stati rivelati per contribuire in modo significativo alla varianza tra gli studi. Nell’analisi dei sottogruppi dei cinque studi che hanno confrontato i pazienti con l’ernia  o la degenerazione del disco a controlli sani, i pazienti con LBP avevano una LLA minore (SMD: -0,94, 95% CI: -1,19 a -0,69) con sufficiente omogeneità basata sul livello di significatività 0,1 I2 = 45,7%, p = 0,118). Nei sei studi corrispondenti all’età, i pazienti con LBP avevano una LLA minore rispetto ai controlli sani (SMD: -0,33, 95% CI: -0,46 a -0,21) senza eterogeneità statistica (I2 = 0%, p = 0,916).

CONCLUSIONE:
Questa meta-analisi dimostra una forte relazione tra LBP e diminuita LLC, soprattutto se confrontata con i controlli sani age-matched. Tra le malattie specifiche, la LBP, per ernia o degenerazione del disco, è risultata essere sostanzialmente associata alla perdita di LLC.

Sorgente: The relationships between low back pain and lumbar lordosis: a systematic review and meta-analysis. – PubMed – NCBI

OBIETTIVI GENERALI E SPECIFICI DELLA FORMAZIONE IN R.P.G.

OBIETTIVO GENERALE
  • Dare al fisioterapista uno strumento di lavoro che gli consenta, nell’ambito delle proprie competenze professionali:
    di effettuare una valutazione funzionale completa ed approfondita del paziente sulle problematiche di origine posturale, anche attraverso l’interpretazione dei dati diagnostico-strumentali prodotti.
  • Pianificare in autonomia il percorso terapeutico-riabilitativo stabilendo modi e tempi, fissando gli obiettivi e verificandone la rispondenza.
  • Attraverso una revisione “accurata” della anatomia e della biomeccanica, portare il fisioterapista al perfezionamento della capacità di osservazione, del ragionamento clinico e della manualità, indispensabili per praticare la R.P.G.
  • Dare al fisioterapista conoscenze teoriche e pratiche della anatomia e fisiologia del movimento, sviluppando allo stesso tempo una capacità di osservazione fine e globale e una manualità necessaria per affrontare i problemi collegati agli apparati neuro-muscolo-scheletrici.
  • Le dimostrazioni pratiche di trattamento e le esercitazioni di applicazione pratica assistite garantiscono, infatti, da subito un apprendimento attivo, rendendo possibile al professionista una applicazione immediata del metodo.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO:
Alla fine del corso il fisioterapista avrà acquisito le seguenti competenze tecniche, utili nella valutazione, nel trattamento e nella “gestione” successiva del paziente:
  • Conoscerà i concetti di anatomia e di fisiologia del movimento e la biomeccanica articolare e muscolare;
  • Saprà effettuare una specifica osservazione delle differenti disfunzioni posturali e delle sequenze cinetiche “di compenso” nelle attività motorie del paziente,;
  • Saprà svolgere una mirata raccolta di notizie anamnestiche tendente ad individuare possibili relazioni tra le manifestazioni sintomatologiche e la postura;
  • Saprà eseguire i test clinici utilizzati nella RPG, che attraverso una razionale successione logica, sono in grado di accertare se e dove sono presenti condizioni di squilibrio locale e/o generale delle tensioni muscolari e se queste stesse sono in relazione con la sintomatologia riferita;
  • Saprà individuare, grazie ai test clinici prima descritti, le relazioni meccaniche fra i diversi segmenti del corpo, individuandone l’ agente causale (sia esso meccanico o no) dal quale ha preso inizio la “catena” di compensi che ha prodotto la sintomatologia;
  • Saprà individuare nel corso di ogni singola seduta la scelta della/e “postura/e” terapeutica/e più indicate per riacquisire un allineamento morfologico corretto e recuperare le funzioni compromesse;
  • Avrà sviluppato una sensibilità ed una capacità manuale specifica nella valutazione e nella pratica di manovre terapeutiche durante il trattamento riabilitativo secondo la RPG, miranti a restituire il corretto equilibrio delle tensioni muscolari;
  • Avrà la competenza per continuare la “gestione” del paziente non solo durante la seduta terapeutica, ma anche nelle fase successiva, fornendo consigli e raccomandazioni di “igiene posturale” attraverso lo studio ergonomico degli ambienti di vita e di lavoro del paziente.

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