“Manualità” specifiche su nervi, arterie e meningi nel trattamento con la Rpg

Corso superiore di R.P.G.

“Manualità” specifiche su nervi, arterie e meningi nel trattamento con la Rpg.

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Come proposi al Congresso di Roma, alcune retrazioni sono la conseguenza di riflessi antalgici, in relazione ai tessuti e agli organi quali i nervi, le arterie e i visceri. Successivamente ho seguito alcune formazioni relative al trattamento dei nervi e delle arterie: un primo corso della scuola neozelandese, ma anche altri relativi alla scuola osteopatica ( Lieu Mecanique Ostépathique..). In un primo tempo utilizzai queste tecniche così come me le avevano insegnate , però ben presto le inserii e le adattai alla mia pratica con la Rpg. É per questo che propongo di condividere queste conoscenze con i miei adattamenti personali nel quadro di un trattamento di Rpg. La messa in tensione globale permette , attraverso l’osservazione dei compensi mostrati o per i sintomi ( parestesie, mano livida…), di scoprire le strutture che sono compresse nella zona di conflitto. Un lieve rilasciamento di questa messa in tensione permette manualità più leggere e precise e soprattutto di osservare l’adattamento del tono (aumento di ampiezza articolare) mostrando la liberazione avvenuta del nervo o dell’arteria. Quindi viene la nostra Rpg classica. Sappiamo che i riflessi poli-sinaptici hanno priorità su quelli mono-sinaptici. Inoltre la nostra globalità a volte non è sufficiente a garantire il riflesso miotattico inverso: la decompressione e a volte il rilasciamento, (livello articolare) sono quindi necessari così da interrompere le informazioni dolorose provenienti dalle strutture connettive, articolari (recettori tipo II e III ). Credo che i motoneuroni, che ricevono in media 6000 connessioni, siano in relazione indiretta (riflessi poli-sinaptici) con i nervi e le arterie ( nervivarum e nervinervum) e quindi che questi organi essenziali di comunicazione vengano protetti dalla nostra muscolatura. Tutto questo fa parte dei riflessi di evitamento “interni” o nel nostro riflesso antalgico. La RPG classica , ancora più ‘fluidica’ ( molto leggera) fa sì che si possa agire con delicatezza su queste strutture , soprattutto se accompagnata da una buona manualità sulla pelle (del nervo compresso) per quei nervi che hanno una componente sensitiva. Un’azione diretta sul nervo e sull’arteria però danno dei buoni risultati. Il nervo può contenere fino al 60% di strutture connettive ed è anche suscettibile di ” fluage” e di modificare la sua struttura (drenaggio, pressioni interne)…). Se è vero che questi concetti facciano già parte della nostra formazione , sarebbe altrettanto utile rivedere le differenti “interfacce” che potrebbero comprimere queste strutture (piriforme, triangolo degli scaleni, membrana otturatoria, condotto inguinale, perforazione della fascia superficiale ecc..) Sono quindi convinto dell’utilità di inserire questa manualità nella nostra globalità

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