FORMAZIONE SUPERIORE IN RIEDUCAZIONE POSTURALE GLOBALE

“Patologie cranio-cervicali dell’equilibrio e del tono:

la correzione del sistema muscolare extra – oculare”

La formazione di base in R.P.G. ci permette di considerare i muscoli oculomotori nello stesso modo di tutti gi altri muscoli del corpo umano.

Il nostro approccio ai disordini degli assi visivi è basato sull’osservazione della tensione vincitore – vinto.

L’orientamento dello sguado, inoltre, si presena come un’egemonia inevitabile e diviene così importante considerare questo aspetto nell’organizzazione della postura statica e dinamica.

 

Con la formazione preparata da Pastor le patologie cranio – cervicali dell’equilibrio e del tono  assumono tutta la loro importanza.

Questi quattro giorni consacrati al trattamento in R.P.G. per mezzo della correzione del sistema muscolare extra oculare (SMEO) ci permettono di ripassare ed approfondire i concetti teorici che determinano i nostri gesti terapeutici.

L’anatomia dello SMEO c’è presentata per dedurne la biomeccanica e scoprirne le azioni necessarie per la visione bioculare.

 

La conoscenza dell’innervazione motoria, sensitiva, simpatica e parasimpatica permette di capire la sintomatologia legata ai problemi dello SMEO.

Queste vie riflesse ed anatomiche offrono delle soluzioni per risalire dalla sintomatologia alla causa in particolar modo i quei casi in cui i  trattamenti o gli approcci terapeutici precedenti non abbiano apportato alcun giovamento.

 

L’analisi sistematica dello smeo segue la stessa logica di quella acquisita nel corso di base della R.P.G..

Alcune domande chiave ci permettono di inquadrare precocemente alcuni pazienti che potrebbero beneficiare del fatto di aver individuato il filo delle retrazioni verso lo SMEO.

In seguito procediamo all’esame complementare dello SMEO secondo i diversi assi visivi, in visione bioculare. La direzione di movimento dei bulbi oculari, che è la cosa più complicata, è valutata anche nelle quattro linee di scelta di postura associando il riequilibrio della nuca (scom o gesù).

Si arriva quindi ad identificare quale muscolo extraoculare è implicato nella patologia di un paziente e questo in una posizione ben precisa della testa ed in una ben precisa tensione corporea.

 

L’importanza della visione periferica e dei suoi impatti clinici è particolarmente ben sviluppata.

Sulla base di questo concetto, ci sono spiegate le turbe della coordinazione motrice, della concentrazione e di alcuni problemi di apprendimento.

Sono rivisti in modo dettagliato i sistemi propriocettivi così come i sistemi d’integrazione centrali implicati nel controllo della postura e dell’equilibrio.

 

Finalmente vengono spiegati i legami tra lo SMEO ed i canali semi – circolari ed in questo modo forti di queste conoscenze anatomiche, biomeccaniche, neurologiche ed ottiche si può comprendere facilmente una sintomatologia in corrispondenza con un problema oculomotore: cefalee, vertigini / instabilità, sintomi visivi ecc..

La correlazione occhio bocca completa il tutto implicando meccanicamente e neurologicamente l’articolazione temporo – mandibolare (ATM) con lo SMEO tramite, tra le altre cose, le interferenze del nervo trigemino. Basandosi sulla teoria le valutazioni e le correzioni della ATM sono riviste e praticate. I trattamenti di alcuni nostri pazienti avranno piste di risoluzione che vanno verso il cranio, le vertebre cervicali alte, l’ATM, un muscolo extra oculare …. e ciò rispettando la globalità.

Il vocabolario e la terminologia utilizzatati ci permettono di poter avere degli scambi con gli altri professionisti che si occupano dello SMEO come ortottisti ottici medici oculisti ecc..

Comprendere l’effetto della correzione delle lenti ottiche sulla vista permette di prevedere l’impatto muscolo – scheletrico dell’intervento d’altri professionisti.

Il ripasso delle nozioni d’Ottica c’insegna a capire la vista dal punto di vista dei suoi imperativi: stabile chiara unica confortevole.

Queste egemonie del sistema sensoriale visivo hanno delle ripercussioni importanti sul tono, sull’equilibrio e sull’organizzazione spaziale.

 

Le indicazioni di trattamento dello smeo sono chiaramente stabilite così come tutte le controindicazioni e le precauzioni. Viene chiarito in maniera chiara il campo d’azione di competenza del fisioterapista in modo da evitare conflitti con altre figure professionali.

 

L’insegnamento della manualità è condotto in modo efficace, il che permette un apprendimento dell’uso delle dita preciso e sicuro. Tutte le tecniche di correzione sullo SMEO sono dimostrate e supervisionate al fine di instaurare la fiducia terapeutica che permetta di applicare quanto appreso alla fine dei quattro giorni.

Le sequenze di progressione e le indicazioni a procedere sono stabilite in modo chiaro lasciando poco spazio all’ambiguità riguardo ai diversi passi terapeutici da fare nell’approccio di questi casi.

 

Questo corso affronta tutti gli aspetti di una pratica professionale corretta ed attualizzata.

In pratica migliora il nostro sapere, il nostro saper fare e saper essere.

La bibliografia è impressionante, attuale e di un valore scientifico innegabile.

E’ consigliabile fare alcune letture prima del corso in modo di rinfrescare la memoria su alcuni argomenti a volte un po’ ostici quali la fisiologia….. ogni obiettivo del corso è largamente raggiunto. Il docente è molto preparato sulla propria materia ed ha una didattica brillante, interessante e pertinente e le sue qualità di comunicatore permettono di sfruttare al massimo questi quattro giorni di corso che ci permetteranno sempre di affrontare i nostri pazienti dalla punta delle dita alla radice dei capelli passando per gli occhi!

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Sylvie Marchand, physiothérapeute

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