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Philippe Souchard: GIBBO, TORSIONE VERTEBRALE SCOLIOTICA E GIARDINAGGIO

Il Dr Jean-Claude Bernard, Médecin-Chef du Service d´Orthopédie Pédiatrique du Centre Médico-Chirurgical de Réadaptation des Massues, à Lyon,  mi ha fatto l’onore di scrivere la prefazione del mio librodeformità morfologiche della colonna vertebrale. Trattamento fisioterapico con la rieducazione posturale  globaleRPG “, pubblicato da Elsevier-Masson marzo 2015 e tradotto in spagnolo, italiano e portoghese.

In questa prefazione una frase ha attirato particolarmente la mia attenzione: “è la torsione vertebrale che spiega il gibbo, più della rotazione vertebrale “.
Non è possibile esprimere le cose in modo più corretto, chiaro e conciso.

Questo mi ha permesso di capire che non ero stato capace di una tale precisione, nel capitolo 6, dove non ho sufficientemente spiegato il rapporto tra figura 6.30 della rotazione vertebrale sul piano orizzontale e la la Figura 6.38 che mostra l’amplificazione di tale rotazione con la torsione dell’arco intorno alla corda.

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Essendo stato in grado di strappare, con una dura lotta, alcuni giorni di vacanza durante l’ultimo mese di agosto, mi venne un’idea, a causa del fatto che ho dovuto irrigare le piante morenti, grazie ad un tubo di irrigazione persistente nel produrre curvature scoliotiche che influiscono sul flusso del liquido prezioso.

Kit d’assemblaggio di una torsione scoliotica campestre.

1. Un tubo di irrigazione circa 60cm, con la cortesia di presentare una scanalatura assiali colorate;
2. Mollette bianche, che simboleggiano i processi trasversi; mollette colorate rosse, simbolo dei processi spinosi;
3. Mani del giardiniere dilettante.

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In caso di inferiore inclinazione del tubo e tenuta assiale dell’estremità superiore, non vi è alcuna rotazione. (Rispetto alla figura 7.2 – Scoliosi antalgica e Figura 7.3 – atteggiamento scoliotico, del libro, che hanno solo una mezza curva).

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In caso di trazione assiale del tubo, la rotazione della spinosa posizionata equidistante dalle due estremità è limitata.
(Per portare con Fig. 6.30 del libro)
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In caso di torsione, che provoca necessariamente un avvicinamento delle estremità del tubo, le vertebre limitante superiore e inferiore si avvicinano e si inclinano, la spinosa della vertebra apicale gira verso la concavità (A – scoliosi essenziale)

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Con la Cifosi, la rotazione della vertebra apicale è maggiore (B). (da confrontare con la figura di 6.38 del Libro e dell’Adams Test). Per semplificare, non vi è aggiunta di rotazioni.

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In caso di rettificazione dorsale, la rotazione della vertebra apicale è meno importante (C).

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Suggerimenti finali per buona irrigazione:
A. Per tenere il tubo nell’asse, è necessario esercitare una trazione dalla sua terminazione alla sua origine.
B. Peraltro, quando un nodo torsionale si è formato, è opportuno eliminarlo prima di riprendere la trazione assiale.

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Gli RPGisti  faranno sicuramente il collegamento tra questo risultato, frutto del buon senso, ed i corsi che hanno frequentato sul trattamento della scoliosi durante i loro stage.

Naturalmente, si è capito che la licenza presa in questo articolo, per trattare con leggerezza un  problema medico e meccanico serio che sottosta a regole note in RPG, attraverso l’individuazione di fisiopatologia retrattile dei muscoli della colonna vertebrale, può essere dovuto solo una forte insolazione e ad un paio di abusi estivi dell’autore.

Ma l’onore è salvo! Il trattamento della scoliosi tubaleha permesso alle mie piante di riprendere colore!
Per essere più seri, la definizione della torsione è la seguente:
Deformazione data a un corpo allungato, da una rotazione nel piano trasversale“.
La sua definizione meccanica afferma:
Deformazione di un corpo sottoposto all’azione  di due coppie opposte che agiscono in piani paralleli.
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Dolore e meteo: finalmente uno studio rivela un legame tra i due

Una delle credenze popolari molto diffusa è quella che il freddo, l’umido e il tempo brutto possano rendere i dolori più forti e acuti. Quanti di noi non hanno una nonna o un parente in famiglia che ci avverte ogni volta che il tempo sta per cambiare, perché il dolore alla schiena o al ginocchio è più forte?Ora, i medici dell’Università di Manchester hanno deciso di scoprire se c’è davvero un legame tra il tempo brutto e il dolore e vogliono scoprire se sia più di una semplice vecchia diceria, conducendo uno studio intitolato “Cloudy with a chance of pain”, che è stato presentato al British Science Festival, presso l’Università di Swansea.

Il professor Will Dixobn, a capo dello studio, ha affermato: “Una volta che il collegamento è provato, la gente avrà la fiducia necessaria per pianificare le proprie attività, seguendo le previsioni meteo. Inoltre, la comprensione di come il dolore sia influenzato dalle condizioni climatiche permetterà ai ricercatori  e medici di esplorare nuovi interventi di dolore e trattamenti. Per questo, abbiamo bisogno di quante più persone possibile come partecipanti allo studio”.

Sorgente: Dolore e meteo: finalmente uno studio rivela un legame tra i due

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Linee guida per il reporting di casi clinici

CARE: linee guida per il reporting di casi clinici

Joel J. Gagnier, Gunver Kienle, Douglas G. Altman, David Moher, Harold Sox, David Riley and the CARE GroupEvidence 2016;8(7): e1000147 doi: 10.4470/E1000147Pubblicato: 29 luglio 2016

Background. Un case report è la descrizione narrativa di un caso clinico per scopi clinici, scientifici o formativi. Considerata l’assenza di specifiche linee guida per il reporting, i case report mancano del rigore necessario per guidare la pratica professionale o informare il disegno di studi clinici.
Obiettivo. Sviluppare, disseminare e implementare linee guida per il reporting dei casi clinici.
Metodi. è stato utilizzato un processo di consenso in 3 step: 1) pre-meeting: revisione della letteratura e interviste per definire gli item da includere nelle linee guida per il reporting; 2) meeting di consenso: stesura della bozza delle linee guida per il reporting; 3) post-meeting: feedback, revisione della bozza, test pilota e stesura della versione finale delle linee guida per il reporting.
Risultati. Il processo di consenso, che ha coinvolto 27 partecipanti, ha portato alla stesura di una checklist di 13 item per il reporting dei casi clinici. Gli item principali di questa checklist sono: titolo, parole chiave, abstract, introduzione, informazioni sul paziente, dati clinici, timeline, valutazione diagnostica, interventi terapeutici, follow-up e outcome, discussione, punto di vista del paziente e consenso informato.
Conclusioni. Auspichiamo che l’implementazione delle linee guida CARE (CAse REport) da parte delle riviste biomediche migliorerà completezza e trasparenza dei case report pubblicati, permettendone una aggregazione sistematica che potrà informare il disegno di studi clinici, fornire tempestive informazioni su efficacia ed effetti avversi e migliorare l’assistenza sanitaria.

Copyright: © 2013 Gagnier et al. Questo è un articolo open-access, distribuito con licenza Creative Commons Attribution, che ne consente l’utilizzo, la distribuzione e la riproduzione su qualsiasi supporto esclusivamente per fini non commerciali, a condizione di riportare sempre autore e citazione originale.

Sorgente: Evidence – CARE: linee guida per il reporting di casi clinici