LA RPG AL CONGRESSO FRAF BUCAREST 7 OTTOBRE 2016

LA RIEDUCAZIONE POSTURALE GLOBALE

SECONDO PH. E. SOUCHARD

ENGLISH VERSION

La RIEDUCAZIONE POSTURALE GLOBALE – RPG è un Metodo di Fisioterapia che trova le sue giustificazioni seguendo un FILO CONDUTTORE logico.

 

Il Filo inizia considerando la patologia muscoloscheletrica una deviazione della fisiologia, la cui conoscenza approfondita permette di rivelarne le alterazioni.

Una volta identificate le costanti patogene, diventa possibile proporre uno schema generale dei principi di trattamento che, ovviamente, ciascuno deve valutare.

L’applicazione terapeutica è l’importante aspetto pratico della RPG, nella quale fondamentale è la manualità oltre all’individuazione degli strumenti terapeutici da utilizzare tra quelli messi a disposizione dalla RPG; ciò consente di offrire un trattamento personalizzato

FISIOLOGIA

La assoluta originalità della RPG è la valorizzazione del ruolo della funzione statica muscolare, attribuendole un’importanza uguale a quella della funzione dinamica.

Quello statico e quello dinamico sono due sistemi assolutamente complementari ma con finalità diverse.

È importante precisare che, per funzione statica bisogna intendere la funzione di controllo delle oscillazioni e dei disequilibri.

Per questo motivo non possiamo considerare la funzione statica sotto l’angolo restrittivo di una stabilità congelata ma, al contrario, sotto quello di una coordinazione neuromotoria complessa di controllo dei disequilibri.

Secondo Ph. Souchard tale coordinazione merita l’appellativo di funzione di coordinazione statica.

Le proprietà della funzione statica sono riassunte in un termine: Stiffness.

La stiffness di una struttura definisce la sua capacità di resistenza alla deformazione, misurata dalla forza necessaria per produrre la sua deformazione o il suo allungamento.

La capacità di resistenza alla deformazione è costituita da: le superfici di appoggio, i tipi di fibre muscolari (tipo I fibre lente a bassa faticabilità), gli elementi fasciali, il tessuto connettivale presente fino nella parte più intima del sarcomero, il tono neuromuscolare con la sua attività sia riflessa sia sotto il controllo dei centri automatici superiori.

La funzione statica è quella che ci permette la stazione eretta e quindi la vittoria contro la forza di gravità e ci permette, anche, di sospendere la gabbia toracica ed i visceri, oltre al mantenimento del buon orientamento dei segmenti corporei nello spazio.

L’esercizio della attività statica come per esempio il mantenimento della stazione eretta richiede una sinergia di tutti gli elementi che permettono la sua realizzazione.

Questa sinergia di mezzi funzionali a livello neuromuscolare può prendere il nome di: “sistema integrato di coordinazione neuromuscolare” (SICONEM).

Questa definizione sostituisce l’espressione ormai superata, di “catena muscolare”.

Ciononostante per comodità di espressione il termine catena continua ad essere adoperato.

Per quello che concerne l’associazione tra attività statica e catene neuromuscolari, possono essere evidenziati, in particolare, un sistema di elevazione legato alla catena maestra posteriore, un sistema di sospensione legato alla catena maestra anteriore ed un sistema di controllo dell’equilibrio che è legato alle tensioni reciproche dei muscoli antagonisti complementari o sinergici.


FISIOPATOLOGIA

Questa introduzione sull’importanza della attività statica ci suggerisce alcuni punti che dobbiamo tenere in considerazione:

  • I muscoli della statica sono sollecitati in continuazione in un processo irreversibile di accentramento.
  • Tale muscolatura è provvista di elementi che resistono agli stiramenti in quanto ricca di collagene e tessuto connettivale ed il suo accorciamento limita le ampiezze articolari
  • Tale attività comporta inevitabilmente un aumento del tono neuromuscolare che non si esprime esclusivamente con una attività riflessa (elettrica) ma anche con contratture determinate da ponti di actina – miosina residui e con gli elementi del tessuto connettivale.
  • Aumento della forza di tenuta e diminuzione della forza dinamica: tenere prevale sul muovere.
  • La fisiologia statica con la sua fisiopatologia concorre, quindi, in modo preponderante a determinare quella che è la nostra morfologia: il nostro atteggiamento posturale.
  • Ipotizzando uno stress di qualsiasi natura inizia la modificazione del nostro atteggiamento posturale e la sensibilità dei meccanocettori e dei nocicettori articolari si adatta all’evoluzione della conseguente retrazione muscolare contribuendo alla sua installazione, propagazione e fissazione.
  • La nuova postura verrà mantenuta anche quando l’impulso disequilibrante determinato dallo stress verrà a mancare.
  • La nuova postura genera un nuovo schema corporeo e prevede anche la generazione di nuove zone di compenso statico lontano dalla zona dello squilibrio primario.

PRINCIPI DI TRATTAMENTO

L’uomo deve essere considerato come un elemento globale la cui struttura ha delle forme e delle funzioni che continuano ad interagire tra di loro, oltre che con la parte psichica e somatica, in un continuo scambio con l’esterno di energia e sensibilità.

La risposta terapeutica per l’uomo dovrà inevitabilmente essere

  1. A) INDIVIDUALITÀ
  2. B) GLOBALITÀ
  3. C) CAUSALITÀ

Siamo unici e unici restiamo nell’ambito della patologia.

In fisioterapia, quindi, non possono esserci delle ricette ma soltanto delle regole che conviene adottare in base a ogni paziente.

La RPG lavora in modo globale come strumento terapeutico limitato all’apparato muscolo-scheletrico dovendo obbligatoriamente agire nei limiti di un sistema coerente.

La globalità è l’unico modo per poter essere causalisti in quanto ci permette di risalire dalle conseguenze alle cause di un problema seguendo il filo delle retrazioni fissate, sopprimendole di volta in volta.

Tali principi di trattamento si legano a quello che può essere definito il meccanismo d’azione in risposta all’aumento del tono neuromuscolare con la conseguente retrazione mio-fasciale:

  • Riflesso miotatico inverso
  • Fenomeno di creep. Il fenomeno di deformazione visco elastico dovuto agli effetti di una forza di trazione costante nel tempo. Il fenomeno di creep induce stress relaxation ed hysteresis.


REGOLE DI APPLICAZIONE TERAPEUTICA

Le regole di applicazione terapeutica sono l’esecuzione da parte del paziente, sotto guida del terapista, di “posture di trattamento”.

Il lavoro attivo da parte del paziente è assolutamente necessario per ottenere e mantenere le correzioni indotte da un’azione verbale e manuale del terapista.

A seconda delle attività, vengono coinvolti diversi gruppi muscolari sinergici.

Possono essere, quindi, interessate varie catene di coordinazione neuromuscolare in svariate associazioni.

Le posture di trattamento devono tenerne conto per coprire tutto lo spettro di connessioni che si possono stabilire tra loro.

In questo modo, è possibile raggruppare le posture di trattamento in quattro famiglie, ognuna delle quali permette di associare più “catene muscolari”.

All’interno di una stessa famiglia esistono, generalmente, diverse posture.

Tale varietà ha due interessi principali:

  • offrire la possibilità di posizionare il paziente sia in decubito dorsale sia in carico
  • permettere al terapista di insistere maggiormente sull’uno o sull’altro segmento corporeo.

Vari elementi concorrono alla scelta della postura terapeutica ideale per il paziente, per questo è fondamentale la valutazione preliminare che prevede alcuni passaggi fondamentali quali:

  • valutazione generale della morfologia del paziente
  • colloquio anamnestico ed incentrato sull’acquisizione di informazioni su quali siano le posizioni e/o i movimenti che scatenano od aumentano la sintomatologia del paziente
  • un’attenta valutazione sulle caratteristiche morfologiche della articolazione e/o segmento corporeo in disfunzione
  • test di valutazione articolari. Definiti in RPG test di riequilibrio.
    Il riequilibrio deve avvenire ponendo il paziente nella condizione di essere valutato nelle quattro famiglie di postura.

L’esecuzione delle posture terapeutiche prevede alcune costanti:

  • l’utilizzo della respirazione con intenzione di agire a livello del diaframma, dei suoi elementi di sospensione e dei muscoli accessori respiratori.
  • la decompressione articolare, in particolare a livello della colonna vertebrale. Dopo il sospiro la decompressione articolare può essere considerata il primo gesto terapeutico contro l’effetto di schiacciamento determinato dalla “lotta” contro l’effetto gravitazionale.

A parte le costanti del trattamento e della costruzione della globalità della “postura terapeutica “, fondamentale è sempre l’intenzione terapeutica e quindi rivolgere la propria attenzione alla patologia presentata dal paziente. In fisioterapia, nella maggior parte dei casi i pazienti lamentano dolore, pertanto la sua risoluzione è dunque prioritaria.

In questo la RPG non differisce da altri approcci terapeutici. In caso di deformazione morfologica l’azione correttiva si indirizza soprattutto sui segmenti maggiormente affetti.

Le alterazioni morfologiche e le disfunzioni articolari sono intimamente connesse.

I dismorfismi creano problemi articolari che possono provocare dolore.

Le lesioni comportano rigidità, blocchi e compensi morfologici all’origine di ulteriori patologie particolari.

Una delle esigenze principali della globalità, a livello muscolo-scheletrico, è quello di correggere contemporaneamente i problemi micro (lesione osteopatica) e macro (morfologici).

Questo è un principio chiave che deve essere rispettato durante la seduta. Ciò influenza il tempo di durata del trattamento.

TRATTAMENTO PERSONALIZZATO

L’intenzione terapeutica varia, naturalmente, in funzione dell’evoluzione della condizione patologica. La risoluzione del dolore è condizione necessaria all’evoluzione di una postura di trattamento e sono a disposizione del terapista praticante RPG gli strumenti per poter fronteggiare le inevitabili situazioni dolorose che compaiono seguendo il filo delle retrazioni fissate.

Dovrà essere la lentezza della progressione, in quanto il tempo è un mezzo e non un fine, a evocare i dolori in modo qualitativo e non quantitativo. Questo uso del tempo ci permette di non avere controindicazioni mettendo così in tensione progressiva tutti gli elementi di una “catena muscolare” coinvolti nella patologia.

Durante una postura di RPG, è necessario continuamente osservare per individuare l’insorgenza dei più piccoli compensi effettuando decompressioni e detorsioni articolari con delicatezza.

La manualità è fondamentale e deve soddisfare tre condizioni:

  • SENTIRE
  • FARE
  • OTTENERE

Lo scopo è quello di raggiungere un quadro clinico armonico con la morfologia migliorata e stabilizzata, a questo punto il trattamento deve essere interrotto. Il trattamento RPG può essere accompagnato e rafforzato dall’esecuzione da parte del paziente di auto posture di Stretching Globale Attivo (SGA). L’uso dello SGA può essere consigliato a scopo di mantenimento dei risultati e quindi preventivo.

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