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ARM SQUEEZE TEST: UN NUOVO TEST CLINICO PER DIFFERENZIARE SE IL DOLORE SIA ORIGINATO DALLA SPALLA O DAL RACHIDE CERVICALE

Obiettivo di questo studio è quello di valutare i valori diagnostici dell’ Arm Squeeze Test. Il test consiste nel comprimere il terzo medio del braccio.

L’ipotesi di questo studio è che comprimendo il terzo medio del braccio (bicipite e tricipite brachiale area), sul lato lamentato dal paziente con dolore alla spalla, con una forza necessaria per avere una compressione moderata della pelle, sottocute e muscolo possa suscitare una reazione intensa di dolore locale solo in pazienti con compressione cervicale  della radice nervosa da C5 a T1, non quando il dolore nasce dalla spalla.

Nello studio l’Arm Squeeze Test ha mostrato una molto elevata sensibilità (97%), specificità (> 91%) e affidabilità inter/intraosservatore. Il test è stato positivo nel 97% dei pazienti con confermata compressione cervicale della radice nervosa e solo il 2-4% in quelli con rottura della cuffia dei rotatori , capsulite adesiva, A/C artrosi e soggetti di controllo.

Conclusioni

L’Arm Squeeze Test può essere utile per distinguere una compressione cervicale della radice nervosa dalle patologie della  spalla in caso di diagnosi dubbia. Un risultato positivo a questo test può ricondurre  il dolore alla spalla ad una eziologia cervicale.

Keywords: Neck pain, Shoulder pain, Cervical spine, Clinical test, Differential diagnosis

Sorgente: Arm Squeeze Test: a new clinical test to distinguish neck from shoulder pain

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RPG per la Neurogenic Thoracic Outlet Syndrome (TOS)

la RPG è fondamentale per Il trattamento della TOS che deve sempre iniziare con la terapia convenzionale costituita dall’affrontare le sottostanti condizioni posturali e il ripetitivo utilizzo. Durante il corso base questa sindrome viene presa in considerazione insieme agli altri dolori cervico-brachialgici.

Eziologicamente, possono essere identificati tre principali cause di una vera TOS neurogena, le anomalie strutturali sono presenti in tutti i casi e comprendono varianti anatomiche ossee, delle strutture fibrose e fibro-muscolari. TOS post-traumatiche possono derivare dalla perdita di spazio costoclavicolare a causa di danni o secondaria a sensibilizzazione centrale o fibrosi trauma-indotta. Infine, casi acquisiti tendono ad essere associati ad un uso ripetitivo eccessivo  e ad una disfunzione posturale con conseguente compressione intermittente del nervo  in uscita toracico e/o sindromi da doppio schiacciamento. Diagnosi di una vera (neurogena) TOS è per la presenza di atrofia muscolare  nella muscolatura tenar in combinazione con dolore associato nella parte mediale dell’arto superiore.

 

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Spine Concepts , Disc Herniation – Everything You Need To Know – Dr. Nabil Ebraheim 

 

 

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Trattamento con RPG per la Meralgia Parestesica

La meralgia è una condizione dolorosa (nevralgia tronculare) dovuta ad intrappolamento od aggressione del nervo cutaneo laterale del femore, nel punto di uscita dalla pelvi descritta per la prima volta al medico tedesco Roth nel 1895.

Chi è affetto da meralgia parestesica si lamenta di un dolore sordo, fastidioso, intorpidente, formicolante o di una sensazione di bruciore sulla faccia anterolaterale della coscia.

Questo tipo di problema clinico è abbastanza raro, ma quando si manifesta, talvolta in modo piuttosto fastidioso il paziente resta disorientato per le particolari caratteristiche della lesione.

Quando la meralgia parestesica provoca disturbi leggeri il paziente quasi sempre non gli dà nessuna importanza, ma particolarmente a questo tipo di disturbo, conviene invece fare la massima attenzione.

Ai nostri giorni è molto raro che un paziente abbia la meralgia parestesica dovuta a cinghie particolarmente strette e tali da provocare una lesione neurologica.

Il dolore può avere diversa intensità, da leggero a molto intenso ed insorge di frequente durante il movimento e si allevia a riposo.

Il nervo cutaneo laterale del femore origina dalla divisione posteriore di L2 ed L3 ed è solo sensitivo. Dopo l’emergenza dai fori intervertebrali il nervo attraversa l’addome, prima presentandosi sul bordo laterale dello psoas, poi attraversando obliquamente il muscolo iliaco fino alla SIAS.

Il nervo poi abbandona la pelvi attraversando le fibre del legamento inguinale medialmente alla SIAS. Il nervo è strettamente circondato dalle fibre tendinee del legamento inguinale fa una curva in senso orario ed abbandona l’andamento orizzontale che aveva nella pelvi per prendere una direzione più verticale nella coscia, dove si divide in una branca anteriore ed in una branca posteriore, che attraversano la fascia lata. Le varie ipotesi patogenetiche sulla meralgia parestesica si basano sulla stretta relazione anatomica tra il nervo e le altre strutture della regione inguinale:

1. Il nervo può essere piegato o compresso contro il bordo tagliente della fascia iliaca quando la perfora prima di uscire dalla pelvi attraverso il legamento inguinale.

2. Il nervo può essere sottoposto ad attrito quando si incunea tra l’attacco del legamento inguinale con la SIAS.

3. Il nervo può subire una compressione quando passa attraverso le fibre tendinee del legamento inguinale.

4. Il nervo può essere compresso quando passa sopra la cresta iliaca o dal sartorio o dal tensore della fascia lata.

Vi possono essere lesioni infiammatorie o neoplastiche soprattutto metastatiche, che possono dare questi tipi di disturbi, a cui inizialmente il paziente non dà nessuna importanza, ma che poi nei mesi successivi possono esitare in eventi anche drammatici.

Ulteriori fattori possono contribuire al danno meccanico sul nervo alla sua uscita da sotto il legamento inguinale come obesità, vestiti stretti o busti, pressione diretta sulla coscia nella regione del nervo, problemi posturali, cicatrici chirurgiche. La meralgia parestesica colpisce più il sesso maschile e può essere bilaterale in circa il 25% dei casi.

Il dolore è aggravato  dalla estensione, dallo stare in piedi o camminare per lunghi periodi, e alleviato dalla flessione.

Vi è nei tre quarti dei casi un punto doloroso sul legamento inguinale, due dita medialmente alla SIAS. La diagnosi differenziale è con patologie spinali, retroperitoneali, addominali, pelviche, diabete, ernia L2-L3 (che provoca un’alterazione del riflesso rotuleo, che non si verifica nella meralgia parestesica).

Comunque con una lombalgia concomitante dallo stesso lato il dolore in questa regione della coscia, più o meno accompagnato da sensazioni di tipo parestesico (come abbiamo detto bruciori, formicolii, etc.) è dovuto anche ad una “lesione articolare” delle prime vertebre lombari e soprattutto a livello di L2-L3. Vi può infatti essere un ramo irritato che va ad irradiarsi proprio su questa regione dell’arto inferiore.

È quindi importante che il Fisioterapista Professionista Specialista RPGista quando compaiono disturbi dolorosi nella regione esterna della coscia da qualche tempo, sottoponga il paziente ad una valutazione accurata per accertarsi che il problema sia dovuto a disturbi delle articolazioni del bacino o delle vertebre lombari e lo invii all’attenzione di altri specialisti qualora sospetti che il sintomo non derivi da una causa esclusivamente meccanica.

In rpg le posture elettive sono la Rana al Suolo 2° e 3° tempo con lavoro anche sulla fascia lata ed in piedi contro il muro.

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LINGUA E POSTURA

Dott. Marco Venditti Fisioterapista RPGista specializzato Terapia Miofunzionale.

Dott. Alessandro Pini Fisioterapista RPGista specializzato Terapia Miofunzionale.

La bocca è insieme a piede, occhio e sistema vestibolare uno degli attori del sistema tonico posturale.

Dalla BOCCA dipendono FUNZIONI VITALI come la respirazione, la deglutizione/alimentazione, la fonazione/linguaggio.

La FORMA del nostro corpo è determinata dal codice genetico e dall’azione dei muscoli, che plasmano le strutture ossee durante l’accrescimento. I muscoli della faccia, con le loro spinte e trazioni, determinano la forma del cranio ed hanno anche ripercussioni a distanza.

Nell’immagine è rappresentata la catena muscolare anteriore, chiamata anche “linguale”, che originando dai muscoli della lingua giunge fino all’alluce, passando per gli addominali e gli adduttori.

Cranio, mandibola, denti, lingua e colonna cervicale formano un’unità funzionale inscindibile: come tale va esaminata e relazionata all’intera postura.

La LINGUA è un’ organo con funzioni sia motorie che sensoriali ed è per questo considerata un recettore posturale. Inizia ad esercitare la sua azione fin dalla IV settimana intrauterina, generando poi durante il corso di tutta la vita una spinta di circa un kg al minuto.

Se funziona correttamente, spinge in un punto particolare del palato chiamato SPOT PALATINO, ricco di recettori del NERVO TRIGEMINO, che invia impulsi al CERVELLO, con importanti ricadute sul sistema tonico posturale e sul sistema neuroendocrino.

Si capisce come una corretta stimolazione dello spot palatino sia dunque di vitale importanza.

La posizione della lingua è regolata dall’osso ioide, il quale è strettamente connesso con il cranio mediante il processo stiloideo e mastoideo dell’osso temporale, la mandibola, il rachide cervicale, la clavicola, il torace, le coste, le spalle e le scapole .

Esistono due tipi di DEGLUTIZIONE:

– FISIOLOGICA, con la lingua che si va ad appoggiare completamente al palato;

– INFANTILE, tipica del neonato e destinata a scomparire intorno ai 5-7 anni. 

Una deglutizione scorretta comporta un’apertura, una rotazione/inclinazione dei denti, un palato asimmetrico o stretto, ecc.

Può essere determinata da varie cause come il ‘succhiamento’ del pollice o un qualunque fattore che abitui la lingua a rimanere bassa come l’uso del biberon o del succhiotto, oppure traumi cranici o facciali o un parto distocico con schiacciamento delle strutture craniche.

Ad una deglutizione scorretta possono essere correlate varie problematiche come mal di testa, cervicalgia, scoliosi, acufeni, miopia, bruxismo, problematiche inerenti l’apparato digerente

Come trattare questi disturbi? 

Attraverso una RIEDUCAZIONE MIOFUNZIONALE (FISIOTERAPISTA, LOGOPEDISTA O ORTODONZISTA , la quale prevede:

Fase FISIOTERAPICA:

  • 1) rieducazione posturale globale RPG SOUCHARD per l’allungamento della catena muscolare retratta.
  • 2) esercizi per la riattivazione dei muscoli disfunzionali;;
  • 3) esercizi propriocettivi, per migliorare la percezione corporea e il controllo fine dei muscoli.

Fase di APPRENDIMENTO dello schema motorio corretto della deglutizione e della respirazione.

Fase di MEMORIZZAZIONE E AUTOMATIZZAZIONE del nuovo gesto corretto a livello inconscio per rendere stabili i risultati ed evitare recidive.

ORTODONZIA: L’ortodonzista deve aiutare il processo di correzione strutturale scheletrica, soprattutto negli adulti, perché ormai le spinte muscolari non possono più modificare sensibilmente la forma delle ossa. Invece nel bambino gli esercizi di corretta attivazione muscolare possono evitare l’insorgenza di dimorfismi e malocclusioni e ridurre sensibilmente i tempi della terapia ortodontica, se necessaria.