Pubblicato il

IL GANGLIO STELLATO – RPG-SOUCHARD

La catena del sistema nervoso orto-simpatico a livello cervicale è composta da gangli cervicali superiori, medi e inferiori. Tuttavia, in circa l’80% della popolazione, il ganglio cervicale inferiore è fuso con il primo ganglio toracico, formando il ganglio cervico-toracico, noto anche come ganglio stellato.
Quando presente (80% dei casi), il ganglio stellato ha una precisa collocazione anatomica: è posizionato al livello diC7, anteriormente al processo trasverso di quest’ultima e alla fascia prevertebrale, medialmente ai muscoli scaleni; lateralmente al muscolo lungo collo, all’esofago e alla trachea insieme al nervo laringeo ricorrente (RLN);  superiore all’arteria succlavia e all’aspetto posteriore della pleura; e posteriormente ai vasi vertebrali a livello C7. Questo spiega perché ci possa essere un aumento del rischio di pneumotorace e lesioni delle arterie vertebrali con blocco a livello C7.
Ilganglio stellatoè centro di passaggio delle vie simpatiche afferenti ed efferenti della parte superiore del corpo, tant’è che la resezione (chirurgica) parziale o completa del ganglio stesso compromette le fibre del muscolo tarsale superiore (chiamato anche muscolo di Muller) e si verificano diverse condizioni cliniche tra cui si annoverano:

  • Ptosi palpebrale: abbassamento della palpebra;
  • Anidrosi: assenza di sudorazione;
  • Miosi fissa: restringimento della pupilla dato dal muscolo sfintere della pupilla che non viene opportunamente bilanciato dal muscolo dilatatore della pupilla;
  • Enoftalmo: retrazione anomala del bulbo oculare nell’orbita;

inoltre è per lo stesso motivo che, spesso, alcune sintomatologie dolorose che interessano la testa il collo e gli arti superiori possono trovare origine a livello di questo vero e proprio relais (o relè) ed è proprio per questo che l’armonizzazione, con la Rieducazione Posturale Globale RPG-SOUCHARD, delle strutture osteo-articolari che lo circondano è spesso la risoluzione a sintomatologie dolorose Cranio-Cervico-Brachiali.

Anatomia

Le fibre simpatiche pregangliari per la testa, il collo e le estremità superiori hanno i loro corpi cellulari situati nel corno antero-laterale del midollo spinale toracico da T1 a T8.
Tipicamente, quelle fibre che interessano la testa e il collo escono con le radici ventrali tra T1 e T2 e quelle che interessano l’arto superiore tra T2 e T8.
Dopo essere uscite dal midollo spinale attraverso le loro rispettive radici ventrale e aver viaggiato brevemente con i nervi spinali mentre uscivano dal canale spinale, gli assoni continuano attraverso i rami bianchi comunicanti per risalire la catena simpatica su entrambi i lati della colonna vertebrale.
Le fibre pregangliari che interessano la regione della testa e del collo continuano in direzione cefalica  formando sinapsi a livello del ganglio cervicale superiore, medio e inferiore.
Al contrario, le fibre pregangliari che interessano degli arti superiori formano sinapsi a livello gangli cervicali medi e inferiori (stellati).
Ogni ganglio cervicale invia quindi rami postsinaptici a vari bersagli somatici, viscerali e vascolari.
Il ganglio cervicale superiore invia rami somatici attraverso i rami grigi comunicanti al plesso cervicale (C1-C4), innervando le strutture del collo. I gangli cervicali medi e inferiori (stellati)raggiungono con le fibre post-gangliari il plesso brachiale (C5-T1), innervando gli arti superiori.
Il ganglio cervicale superiore invia i suoi rami vascolari lungo le arterie carotidi interne ed esterne per raggiungere le strutture del cranio, dell’orbita, della faccia, delle cavità nasali e orali e della faringe. Come già affermato il blocco delle fibre efferenti di questo ganglio provoca  ptosi, miosi, anidrosi ed enoftalmo, la classica sindrome di Horner.

Il ganglio cervicale medio invia rami vascolari lungo l’arteria tiroidea inferiore alla laringe, alla trachea e all’esofago superiore.
Il ganglio cervicale inferiore (stellato) invia rami per viaggiare lungo la succlavia e le arterie vertebrali.
Tutti e tre i gangli cervicali sono noti per fornire rami viscerali che contribuiscono al plesso cardiaco.
La maggior parte delle fibre efferenti simpatiche pre-gangliari che innervano la testa, il collo e l’estremità superiore passano attraverso  al ganglio stellato o con lui creano sinapsi.

Pubblicato il

CALCIO E STRETCHING GLOBALE ATTIVO SGA-SOUCHARD

A cura di Fabrizio Martinelli

Nel calcio i muscoli degli arti inferiori vengono sollecitati nella corsa, nei cambi di direzione e nel gesto atletico specifico del calciare il pallone.
Numerosi studi scientifici dimostrano che il deficit di flessibilità muscolare rappresenta un fattore di rischio per le lesioni nei calciatori professionisti, di queste il 14% interessa il quadricipite, il 28% gli ischio-crurali e l’8% gli adduttori.
Le asimmetrie e gli squilibri nel rapporto funzionale tra quadricipite ed ischio-crurali, sono un elemento predisponente le lesioni muscolari e si ripercuotono inoltre sull’efficienza della calciata.
In questo movimento specifico, l’ileo-psoas ed il retto anteriore del quadricipite ricoprono il ruolo muscoli agonisti, gli adduttori ed il tensore di fascia lata sono stabilizzatori, mentre gli ischio-crurali lavorano come “muscoli freno” nell’ultima parte del gesto.
Lo SGA ha un’importante funzione preventiva nei confronti dello possibili lesioni muscolari indotte dall’aumento della rigidità secondaria alle ripetute sollecitazioni in contrazione concentrica, svolge inoltre un ruolo complementare alla preparazione atletica del calciatore permettendo un ripristino del corretto equilibrio tra le tensioni dei differenti muscoli, migliorandone in tal modo anche la prestazione.

Gli adduttori possono essere stirati mediante una postura in chiusura di angolo coxo-femorale in cui si ricerca l’abuzione degli arti inferirori in appoggio al muro.

La postura seduta con flessione coxo-femorale ed estensione delle ginocchia permette di lavorare sull’allungamento della muscolatura posteriore ed in modo particolare sugli ischio-crurali.

L’utilizzo della postura in ginocchio è specifico per l’allungamento del retto femorale del quadricipite, e consente insieme alle precedenti di completare il lavoro di riequilibrio della muscolatura delle cosce del calciatore.

IL CORSO DI SGA-SOUCHARD SI TERRA’ A TRIESTE 

ORGANIZZATO DA AIRPG IN COLLABORAZIONE CON LA 

UNIVERSITÉ INTERNATIONALE PERMANENTE DE THÉRAPIE MANUELLE UIPTM

DI PHILIPPE E. SOUCHARD

DOCENTE: FABRIZIO MARTINELLI

25-26-27 MAGGIO 2018 

PROGRAMMA

CLICCA QUI PER ACCEDERE ALLA PAGINA DEL CORSO

Pubblicato il

LO STRETCHING GLOBALE ATTIVO APPLICATO ALLA PALLAVOLO – SGASOUCHARD

A cura di Fabrizio Martinelli

La pallavolo è uno sport il cui gesto atletico prevede l’utilizzo contemporaneo degli arti superiori e di quelli inferiori, impiegati nei movimenti definiti fondamentali di gioco, quali: battuta, ricezione, palleggio e schiacciata.
L’esecuzione corretta, nonché efficace di tali movimenti richiede notevoli doti di esplosività, flessibilità e coordinazione qualità fisiche in apparente contrapposizione tra loro per alcune metodologie di allenamento delle stesse .
L’esplosività non può prescindere da un precedente lavoro sulla forza, il cui sviluppo prevede l’utilizzo di sovraccarichi ed il conseguente effetto di accorciamento sulla muscolatura.
La sollecitazione continua degli arti, ai quali è spesso richiesto di esprimere la massima potenza ai limiti dell’escursione articolare può diventare inoltre fonte di sovraccarichi sia tendinei che articolari, influendo sulla prestazione dell’atleta.

Attraverso la pratica dello stretching globale attivo (SGA) è possibile ottenere un bilanciamento delle tensioni tra muscoli agonisti ed antagonisti indotte sia all’allenamento preparatorio in palestra che dal gesto tecnico specifico dello sport del volley.Con la auto-postura “in ginocchio con aiuto di un assistente”, è possibile ottenere lo stiramento della muscolatura anteriore sia degli arti superiori sia di quelli inferiori in una condizione di globalità.

La auto-postura seduta con il dorso al muro ed insistenza sugli adduttori lunghi permette un allungamento dei muscoli adduttori della gamba, posteriore del tronco e posteriore degli arti inferiori, l’allungamento del cingolo scapolare inoltre consente un riequilibrio delle tensioni esercitando un’azione di prevenzione nei confronti di eventuali sovraccarichi dell’articolazione scapolo-omerale.

IL CORSO DI SGA-SOUCHARD SI TERRA’ A TRIESTE

ORGANIZZATO DA AIRPG IN COLLABORAZIONE CON LA

UNIVERSITÉ INTERNATIONALE PERMANENTE DE THÉRAPIE MANUELLE UIPTM

DI PHILIPPE E. SOUCHARD

DOCENTE: FABRIZIO MARTINELLI

25-26-27 MAGGIO 2018 

PROGRAMMA

CLICCA QUI PER ACCEDERE ALLA PAGINA DEL CORSO

Pubblicato il

La sindrome dell’intersezione – RPGSouchard

La sindrome dell’intersezione

La sindrome da intersezione, tenosinovite della regione estensoria (dorsale) radiale del polso, è una condizione dolorosa dell’avambraccio e del polso.

Il dolore derivante dalla sindrome da intersezione si avverte solitamente sulla parte superiore dell’avambraccio

.La sindrome da intersezione è una tenosinovite a carico del  comparto degli estensori del carpo che si sviluppa e manifesta soprattutto in persone che svolgono attività  lavorative e/o sportive che prevedono  movimenti ripetitivi del polso, ad es. alcuni atleti (pesisti, canottieri, sciatori di fondo). Anche attività come spalare o rastrellare possono essere causa di Sindrome da intersezione.

Anatomia

Sulla parte superiore dell’avambraccio, a circa 5-7 cm. dal tubercolo di Lister, lungo il bordo radiale, la giunzione mio-tendinea  del muscolo abduttore lungo del pollice ed estensore breve del pollice, incrocia passandovi sopra, i  tendini del muscolo estensore radiale lungo ed estensore radiale breve del carpo con un angolo di circa 60°.

I tendini estensori sono coperti da una guaina sottile, tenosinovia. La guaina sinoviale facilita lo scorrimento tendineo e contribuisce al nutrimento del tendine stesso.

Cause

La causa maggiormente plausibile è la  condizione di frizione ripetuta tra la giunzione mio-tendinea delle strutture dei muscoli del pollice ed i tendini dei muscoli del polso. Altri autori fanno riferimento ad una condizione di stenosi esercitata dalla guaina sui tendini dei muscoli del polso. Non si esclude che le due condizioni possano coesistere. Attività lavorative che implicano movimenti ripetitivi del polso quali strizzare, avvitare, mescolare o alcuni sport come ad es. il tennis, lo sci di fondo, l’equitazione o il canottaggio possono scatenare questa sindrome.

Sintomi

La conseguenza più importante del processo infiammatorio è il dolore che ne deriva e si localizza lungo il bordo radiale dorsale dell’avambraccio, 5-7 cm prossimale al polso. I movimenti di flesso/estensione del polso esacerbano il dolore. Nei casi più severi il movimento del polso e la palpazione possono mettere in evidenza una sensazione di crepitus.

Diagnosi

La diagnosi di sindrome da intersezione è generalmente clinica. Viene formulata dopo aver raccolto la storia clinica del paziente, con particolare riferimento alle eventuali attività lavorative o sportive che impegnano le dita ed il polso, ed un accurato esame clinico. È importante distinguere una Sindrome da intersezione da una condizione dolorosa molto simile chiamata tenosinovite di De Quervain. Grande cura deve essere posta nel localizzare con precisione la sede del dolore, infatti mentre nella sindrome da intersezione il dolore in fase iniziale è percepito a livello del 1/3 distale di avambraccio nella tenosinovite di De Quervain il paziente lo indica alla base del pollice. Un esame RMN può  mostrare la presenza di edema peritendineo attorno alle strutture

La presenza di un  Finkeltein test positivo depone per una tenosinovite di De Quervain

Altri quadri clinici con sintomatologia e sede simile sono: la Sindrome di Wartenberg e la tendinite dell’estensore lungo del pollice.

Trattamento

Il trattamento conservativo prevede riposo funzionale e trattamento con RPGSOUCHARD focalizzato sulla armonizzazione dell’arto superiore con intenzione di ridurre la rigidita dei muscoli del polso e del pollice ed il conseguente stato infiammatorio ed edematoso

Pubblicato il

IL SEGNO DI RISSER

a cura di Emanuele Di Ciaccio

DESCRIZIONE

Joseph C. Risser descrisse per primo quello che ora è chiamato il segno di Risser nel 1958.

Risser ha osservato che lo stato di ossificazione dell’apofisi iliaca era associato allo stato della maturità scheletrica spinale di un paziente, un’informazione critica nella gestione della scoliosi adolescenziale. Nei suoi studi sulla progressione della scoliosi, dimostrò che “l’ossificazione dell’apofisi iliaca si era dimostrato un eccellente segno fisiologico per indicare il completamento della crescita vertebrale” (1).

COME IDENTIFICARLO

Risser ha diviso i passaggi di ossificazione e fusione dell’apofisi iliaca in sei fasi (Risser Stages 0-5), con i numeri più alti che descrivono l’avanzamento verso la maturità scheletrica. Lo Stadio 0 descrive una radiografia su cui non si vede il centro di ossificazione nell’apofisi, mentre lo Stadio 5 rappresenta l’ossificazione completa e la fusione dell’apofisi iliaca.

Il segno di Risser è validato (2) ed ha un’affidabilità interosservatore accettabile (3).

LIMITI

I radiologi hanno individuato come limite le tecniche di acquisizione radiografica che possono influenzare il giudizio dell’operatore. (4)

L’interpretazione delle radiografie può rivelarsi più complessa rispetto a quella dei disegni proposti, in particolare nell’individuazione di uno stadio definito di Risser 4. (5)

Un ulteriore limite del segno di Risser, è la non perfetta concomitanza degli stadi di ossificazione con il picco di crescita. (6)

CONCLUSIONI

Il segno di Risser è un eccellente strumento di valutazione della maturità scheletrica, che va associato ad altri criteri valutativi al fine di predire al meglio il rischio di evoluzione scoliotica.

Questo e molti altri contenuti nel Corso Superiore Scoliosi

che si terrà a Milano 11 al 14 settembre 2018

Docente Emanuele Di Ciaccio

organizzato da AIRPG in collaborazione con la

Université Internationale Permanente de Thérapie Manuelle UIPTM di Philippe E. Souchard

CLICCA QUI PER MAGGIORI INFO

  1. Risser JC. The iliac apophysis; an invaluable sign in the management of scoliosis. Clin Orthop. 1958;11:111–119
  2. Goldberg MS, Poitras B, Mayo NE, Labelle H, Bourassa R, Cloutier R. Observer variation in assessing spinal curvature and skeletal development in adolescent idiopathic scoliosis. Spine (Phila Pa 1976) 1998;13:1371–1377. doi: 10.1097/00007632-198812000-00008
  3. Reem J, Carney J, Stanley M, Cassidy J. Risser sign inter-rater and intra-rater agreement: is the Risser sign reliable? Skeletal Radiol. 2009;38:371–375
  4. Izumi Y. The accuracy of Risser staging. Spine (Phila Pa 1976) 1995;20:1868–1871. doi: 10.1097/00007632-199509000-00004
  5. Souchard P. Déformations morphologiques de la colonne vertébrale. Traitement physiothérapique en Rééducation Posturale Globale-RPG. Elseveir Masson (2015)
  6. Little DG, Song KM, Katz D, Herring JA. Relationship of peak height velocity to other maturity indicators in idiopathic scoliosis in girls. J Bone Joint Surg Am. 2000;82:685–693
Pubblicato il

RPG SOUCHARD per la Sindrome del Canale Cubitale

  • Il tunnel cubitale costituisce un ostacolo importante per il nervo ulnare che passa dietro il gomito
  • La sindrome si verifica più frequentemente tra i 30 ei 60 anni, ed è eccezionalmente rara nei bambini sotto i 15 anni
  • Possono comparire sintomi diversi anni dopo il trauma (paralisi ulnare tardiva)
  • Lesioni comuni associate: frattura del condilo mediale, frattura sopracondilare, gomito valgo, callo esuberante o lussazione del gomito
  • La Rieducazione Posturale Globale RPGSouchard è con il suo approccio uno strumento importante per una risoluzione o miglioramento dei sintomi di seguito descritti legati a questa sindrome

Sintomi

  • sensazione di intorpidimento;
  • parestesie (alterazione della sensibilità) all’anulare e al mignolo;
  • dolore molto intenso al gomito alla mano all’avambraccio
  • difficoltà nel mantenere a lungo il braccio flesso;
  • sensazione di freddo sul lato interno della mano;
  • debolezza muscolare;
  • perdita del “power grip”;
  • nei casi più gravi può manifestarsi una paralisi dei muscoli della mano.

Paralisi dei muscoli della mano

  • In questi casi il paziente lamenta difficoltà nella presa degli oggetti per l’interessamente dei muscoli della mano
    • interossei,
    • ipotenari,
    • adduttore del pollice,
    • lombricali del 4 e 5 dito,
    • parte del flessore breve del pollice)
  • Presente una evidente atrofia della prima commissura della mano e dell’ eminenza ipotenar

Pubblicato il

ESAME OBIETTIVO DELLA RADICE T1

LIVELLO MOTORIO

muscoli abduttori del mignolo e  dell’indice sono innervati dal nervo ulnare e sono rappresentativi del livello radicolare T1.

Nell’immagine viene rappresentato il test di forza muscolare dei muscolo muscoli abduttori del mignolo e  dell’indice. La valutazione va seguita con avambraccio pronato.

LIVELLO SENSITIVO

Il territorio cutaneo di innervazione specifico è la regione mediale del braccio, appena prossimamente alla fossa anterocubitale.

RIFLESSO OSTEOTENDINEO

Nessun riflesso

Pubblicato il

Il nervo mediano

Il nervo mediano è un nervo misto che nasce dall’unione di due radici provenienti rispettivamente dal tronco secondario laterale e dal tronco secondario mediale del plesso brachiale. Comprende fibre provenienti da tutti i nervi del plesso (C5, C6, C7 e T1).

La Sindrome del tunnel carpale è una patologia molto comune causata  dalla compressione del nervo mediano con na sintomatologia caratterizzata da  formicolii e talvolta dolore alle prime tre dita della mano ed in parte al quarto dito.

Prima di un intervento chirurgico è sempre consigliabile tentare un trattamento conservativo con la Rieducazione Posturale Globale (PG-SOUCHARD), che spesso si rivela risolutivo

 

Pubblicato il

Sindrome da conflitto sub-acromiale – Il painful arc test

la Sindrome da conflitto (Impingment) sub-acromiale è una condizione caratterizzata da dolore percepito durante il movimento del braccio quando è elevato. Il dolore si fa sentire ad alcuni angoli durante il movimento ed è il risultato di una compressione di una qualsiasi delle strutture che passa attraverso lo spazio subacromiale.

I sintomi includono:
Dolore percepito in determinati angoli durante il movimento (arco doloroso) associato al sollevamento del braccio.
In alcuni casi il dolore si irradia lungo il braccio raggiungendo il gomito e talvolta sotto di esso.

L’immagine rappresenta il painful arc test che definisce l’arco doloroso di movimento in presenza di una Sindrome da conflitto sub-acromiale. Qualora il dolore compaia negli ultimi 10° di movimento, è significativo di un problema a carico dell’articolazione acromio-claveare.

Il fisioterapista RPGista esegue questo test in stazione eretta ed in posizione seduta per apprezzare la differenza di risposte dolorose legate alle diverse tensioni muscolari provocate dalle due posizioni.

Questo spazio potrebbe essere compromesso per molte ragioni:

  1. Dopo una caduta. per esempio sulla mano tesa.
  2. Anomala forma dell’Acromion (sebbene la relazione tra la forma dell’acromion e la rottura della cuffia dei rotatori non sia ancora ben stabilita, ma si osservano acromion di tipo II e di tipo III nei casi di strappo della cuffia dei rotatori). Come mostra l’immagine qui sotto c’è una marcata riduzione dello spazio subacromiale con acromion di tipo II e di tipo III (vedi la linea nera verticale)
  3. Osteoaritrite dell’articolazione acromioclavicolare.
  4. Speroni acromiali. Gli speroni possono compromettere lo spazio subacromiale, schiacciando le strutture di quello spazio quando il braccio è sollevato.
  5. Infiammazione di una delle strutture che attraversano questo spazio associato a gonfiore (borsite se la borsa è infiammata o tendinite se il tendine del bicipite o il tendine del sovraspinato sono infiammati).
  6. Pessima postura che altera la posizione di riposo della scapola sulla parete toracica.
  7. Cattivo controllo motorio o mancanza di coordinazione tra muscoli e squilibrio muscolare attorno al complesso articolare.
  8. Posizione elevata della testa dell’omero in relazione alla glena (in caso di tensione capsulare associata all’aumentata stifness dei muscoli sospensori del braccio).

Nei corsi di Rieducazione Posturale Globale vengono dati gli strumenti per poter risolvere questa sindrome e tutti i problemi ad essa associata

Pubblicato il

ESAME OBIETTIVO DELLA RADICE C8

LIVELLO MOTORIO

IL muscolo flessore profondo delle dita è innervato dal nervo mediano e ulnare ed è rappresentativo del livello radicolare C8, agisce flettendo la 3a falange del 2°, 3°, 4° e 5° dito; in contra­zione forzata flette anche le seconde falangi e coopera alla flessione delle prime falangi e della mano.

Nell’immagine viene rappresentato il test di forza muscolare del muscolo muscolo flessore profondo delle dita.

LIVELLO SENSITIVO

Il territorio cutaneo di innervazione specifico è la regione antero distale del quinto dito della mano

RIFLESSO OSTEOTENDINEO

Nessun riflesso