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LO STRETCHING GLOBALE ATTIVO APPLICATO ALLA PALLAVOLO – SGASOUCHARD

A cura di Fabrizio Martinelli

La pallavolo è uno sport il cui gesto atletico prevede l’utilizzo contemporaneo degli arti superiori e di quelli inferiori, impiegati nei movimenti definiti fondamentali di gioco, quali: battuta, ricezione, palleggio e schiacciata.
L’esecuzione corretta, nonché efficace di tali movimenti richiede notevoli doti di esplosività, flessibilità e coordinazione qualità fisiche in apparente contrapposizione tra loro per alcune metodologie di allenamento delle stesse .
L’esplosività non può prescindere da un precedente lavoro sulla forza, il cui sviluppo prevede l’utilizzo di sovraccarichi ed il conseguente effetto di accorciamento sulla muscolatura.
La sollecitazione continua degli arti, ai quali è spesso richiesto di esprimere la massima potenza ai limiti dell’escursione articolare può diventare inoltre fonte di sovraccarichi sia tendinei che articolari, influendo sulla prestazione dell’atleta.

Attraverso la pratica dello stretching globale attivo (SGA) è possibile ottenere un bilanciamento delle tensioni tra muscoli agonisti ed antagonisti indotte sia all’allenamento preparatorio in palestra che dal gesto tecnico specifico dello sport del volley.Con la auto-postura “in ginocchio con aiuto di un assistente”, è possibile ottenere lo stiramento della muscolatura anteriore sia degli arti superiori sia di quelli inferiori in una condizione di globalità.

La auto-postura seduta con il dorso al muro ed insistenza sugli adduttori lunghi permette un allungamento dei muscoli adduttori della gamba, posteriore del tronco e posteriore degli arti inferiori, l’allungamento del cingolo scapolare inoltre consente un riequilibrio delle tensioni esercitando un’azione di prevenzione nei confronti di eventuali sovraccarichi dell’articolazione scapolo-omerale.

IL CORSO DI SGA-SOUCHARD SI TERRA’ A TRIESTE

ORGANIZZATO DA AIRPG IN COLLABORAZIONE CON LA

UNIVERSITÉ INTERNATIONALE PERMANENTE DE THÉRAPIE MANUELLE UIPTM

DI PHILIPPE E. SOUCHARD

DOCENTE: FABRIZIO MARTINELLI

25-26-27 MAGGIO 2018 

PROGRAMMA

CLICCA QUI PER ACCEDERE ALLA PAGINA DEL CORSO

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PALPAZIONE OSSEA CERVICALE

La PALPAZIONE OSSEA CERVICALE è una parte fondamentale della valutazione delle patologie legate alla Disfunzione Articolare Cervicale, di seguito viene descritta così come viene insegnata durante la pratica del corso di Rieducazione Posturale Globale RPGSOUCHARD.

Il collo va palpato mentre il paziente è in posizione supina perché i muscoli che ricoprono le prominenze più profonde del collo sono rilasciati in questa posizione e le formazioni ossee sono più nettamente definite.

Occipite. La palpazione della faccia posteriore inizia dall’occipite, la porzione posteriore del cranio.

Inion. L’inion, una protuberanza a forma di cupola, giace in regione occipitale sulla linea mediana e segna il centro della linea nucale superiore.

Linea nucale superiore. Spostatevi lateralmente dall’inion per palpare la linea nucale superiore che  è una piccola cresta a decorso trasverso posta ad entrambi i lati dell’inion.

Processo mastoideo. Palpando lateralmente ancora, rispetto al labbro laterale della linea nuca le superiore, voi sentirete il processo mastoideo del temporale che ha forma rotondeggiante.

Processi spinosi delle vertebre cervicali. I processi spinosi giacciono lungo la linea mediana posteriore del rachide cervicale. Per palparli mettete una mano a coppa su una delle due facce laterali del collo e con la punta delle dita esaminate la linea mediana. Siccome nessun muscolo incrocia la linea mediana, essa appare dentellata. Le parti molli laterali debordanti che delimitano la dentellatura sono costituite profondamente dai muscoli paraspinosi e superficialmente dal trapezio.
Iniziate la palpazione dalla base del cranio,il processo spinoso di C2 è il primo palpabile (il processo spinoso di C1 è un piccolo tubercolo che giace profondamente). Mentre palpate i processi spinosi da C2 a T1 notate la normale lordosi del rachide cervicale. In alcuni pazienti voi potrete trovare i processi spinosi C3-C5 bifidi (divisi e formati da due piccole protuberanze ossee). I processi spinosi di C7 e T1 sono più grossi di quelli superiori. I vari processi sono posti su di una medesima linea: una deviazione nel loro normale allineamento può essere dovuta ad una lussazione di una faccetta articolare o ad una frattura di un processo spinoso.

Faccette articolari. Partendo dal processo spinoso di C2, spostate le vostre mani  lateralmente di circa 3 cm e cominciate a palpare le faccette articolari attraverso cui le vertebre cervicali si articolano fra di loro. Queste articolazioni sono spesso causa di dolore nella regione del collo. Le articolazioni appaiono come formazioni cupoliformi e giacciono profondamente sotto il muscolo trapezio. Esse non sono sempre palpabili ed il paziente deve essere completamente rilasciato per poterle sentire. Tenete conto di ogni dolore risvegliato e palpate le articolazioni bilateralmente a ciascun livello fino ad arrivare all’articolazione fra C7 e T1. Le faccette articolari fra C5 e C6 sono quelle più spesso interessate da processi patologici (artrosi) e sono perciò più spesso dolenti (ed anche lievemente ingrossate). Se il livello vertebrale di una articolazione è incerto, il suo livello può essere determinato allineando la vertebra in questione con le varie formazioni anteriori, l’angolo della mandibola è a livello di C2 l’osso ioide è a livello C3, la cartilagine tiroidea a livello C4 e C5 ed il primo anello cricoide a livello C68 (figura in alto)

 

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Linee guida per il reporting di casi clinici

CARE: linee guida per il reporting di casi clinici

Joel J. Gagnier, Gunver Kienle, Douglas G. Altman, David Moher, Harold Sox, David Riley and the CARE GroupEvidence 2016;8(7): e1000147 doi: 10.4470/E1000147Pubblicato: 29 luglio 2016

Background. Un case report è la descrizione narrativa di un caso clinico per scopi clinici, scientifici o formativi. Considerata l’assenza di specifiche linee guida per il reporting, i case report mancano del rigore necessario per guidare la pratica professionale o informare il disegno di studi clinici.
Obiettivo. Sviluppare, disseminare e implementare linee guida per il reporting dei casi clinici.
Metodi. è stato utilizzato un processo di consenso in 3 step: 1) pre-meeting: revisione della letteratura e interviste per definire gli item da includere nelle linee guida per il reporting; 2) meeting di consenso: stesura della bozza delle linee guida per il reporting; 3) post-meeting: feedback, revisione della bozza, test pilota e stesura della versione finale delle linee guida per il reporting.
Risultati. Il processo di consenso, che ha coinvolto 27 partecipanti, ha portato alla stesura di una checklist di 13 item per il reporting dei casi clinici. Gli item principali di questa checklist sono: titolo, parole chiave, abstract, introduzione, informazioni sul paziente, dati clinici, timeline, valutazione diagnostica, interventi terapeutici, follow-up e outcome, discussione, punto di vista del paziente e consenso informato.
Conclusioni. Auspichiamo che l’implementazione delle linee guida CARE (CAse REport) da parte delle riviste biomediche migliorerà completezza e trasparenza dei case report pubblicati, permettendone una aggregazione sistematica che potrà informare il disegno di studi clinici, fornire tempestive informazioni su efficacia ed effetti avversi e migliorare l’assistenza sanitaria.

Copyright: © 2013 Gagnier et al. Questo è un articolo open-access, distribuito con licenza Creative Commons Attribution, che ne consente l’utilizzo, la distribuzione e la riproduzione su qualsiasi supporto esclusivamente per fini non commerciali, a condizione di riportare sempre autore e citazione originale.

Sorgente: Evidence – CARE: linee guida per il reporting di casi clinici

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Impatto di una limitata flessibilità degli ischio-crurali su salto verticale, velocità di tiro, sprint, e agilità in giovani giocatori di football. – PubMed – NCBI

I risultati suggeriscono che la flessibilità dei muscoli Ischio-crurali sia un fattore chiave per l’esecuzione da parte di giovani calciatori delle competenze specifiche del calcio, come sprint, salto, agilità, e calciare. Questi risultati supportano la logica che la flessibilità muscolare deve essere specificamente addestrata in calciatori che iniziano in età precoce.

J Sports Sci. 2015;33(12):1293-7. doi: 10.1080/02640414.2015.1022577. Epub 2015 Mar 12.

Sorgente: Impact of limited hamstring flexibility on vertical jump, kicking speed, sprint, and agility in young football players. – PubMed – NCBI

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RPG per la stiffness nella dorsi-flessione della caviglia valutabile con il Lunge Test

IL Lunge Test è un test in carico della caviglia per misurarne la libertà articolare. Questo è un test che ha dimostrato di avere buona affidabilità / ripetibilità (Bennell et al, 1998) e studi prospettici hanno anche dimostrato di essere predittivo di un infortunio (Pope et al, 1998; Gabbe et al, 2004).

Esecuzione del Test

  1. Il Paziente sta in piedi contro la parete con circa 10 cm di distanza tra i piedi e la parete.
  2. Il Paziente porta un piede dietro l’altro a distanza di un piede.
  3. Il Paziente piega il ginocchio anteriore fino a toccare la parete (mantenendo il tallone a terra).
  4. Se il ginocchio non può toccare la parete senza che il tallone si stacchi da terra, spostare piede più vicino al muro quindi ripetere.
  5. Se il ginocchio può toccare parete senza che il tallone si stacchi da terra, spostare il piede più lontano dalla parete quindi ripetere.
  6. Continuare a ripetere il passo 5 fino a quando anche il ginocchio  tocca la parete e il tallone rimane a terra.
  7. Misurare: a) Distanza tra parete e alluce (<9-10cm è considerato limitato) oppure b) L’angolo che creato dalla parte anteriore della tibia/stinco rispetto alla verticale (<35-38 gradi è considerato limitato)
  8. Cambiare il piede avanzato e testare l’altro lato (la simmetria è l’ideale)

Un test Lunge limitato suggerisce essenzialmente la presenza di una aumentata stiffness articolare nella dorsiflessione e la ricerca suggerisce che ciò aumenta il rischio di infortunio agli arti inferiori. Tale test infine può indicare la necessità  di un programma di allungamento.

LUNGE TEST
LUNGE TEST

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Foot Posture Index (FPI-6)

FPI-6 Deriva da una ricerca in letteratura e rispetta le seguenti caratteristiche:

  1. Le misure devono essere facili da prendere
  2. Le misure devono essere tempo-efficienti da eseguire
  3. le misurazioni non devono dipendere da tecnologie costose
  4. I risultati delle misurazioni devono essere semplici da capire
  5. La valutazione produce dati quantificabili (ad un minimo di livello ordinale)

I sei criteri clinici impiegati nella FPI-6 sono:

  1. palpazione della testa dell’astragalo
  2. curvatura Sopra e sotto il malleolo laterale
  3. posizione piano frontale del calcagno
  4. prominenza nella regione dell’articolazione astragalo-scafoidea
  5. congruenza dei arco longitudinale mediale
  6. abduzione / adduzione dell’avampiede rispetto al retropiede

Ciascuno dEI 6 passaggi è semplicemente graduato:
0 per il neutro, con un punteggio minimo di -2 per chiari segni di supinazione e + 2 per i segni positivi di pronazione.

il paziente deve stare in una stazione eretta  rilassata, con le braccia lungo il corpo con lo sguardo rivolto verso l’avanti. prima di raggiungere la posizione di valutazione può essere utile richiedere una piccola marcia sul posto. Il paziente deve stare fermo per circa due minuti in totale, il tempo necessario per effettuare la valutazione. il Terapista deve potersi muoversi intorno al paziente durante la valutazione.

 

palpazione della testa dell’astragalo
curvatura Sopra e sotto il malleolo laterale
curvatura Sopra e sotto il malleolo laterale
posizione piano frontale del calcagno
posizione piano frontale del calcagno
prominenza nella regione dell'articolazione astragalo-scafoidea
prominenza nella regione dell’articolazione astragalo-scafoidea

 

congruenza dei arco longitudinale mediale
congruenza dei arco longitudinale mediale
abduzione / adduzione dell'avampiede rispetto al retropiede
abduzione / adduzione dell’avampiede rispetto al retropiede
Punteggio
Normale = 0 a +5
Pronato = +6 a +9, molto pronato 10+
Supinato = -1 a –4, molto supinato –5 a -12

SCARICA IL FOGLIO DI VALUTAZIONE DEL FPI-6

The FPI datasheets may be copied freely for clinical or research purposes

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DDL 1324 “LORENZIN”: APPROVATO IN COMMISSIONE AL SENATO, UN TESTO DA MODIFICARE – A.I.FI.

 

COMUNICATO STAMPA A.I.FI.

Il ddl 1324, che istituisce – fra l’altro – albi e ordini per le Professioni Sanitarie, esce dalla XII Commissione “Igiene e Sanità” del Senato e si prepara quindi ai prossimi passaggi parlamentari.

Si registra il fatto che il ddl  mantiene gli inopportuni  articoli che mirano all’istituzione di nuove professioni sanitarie  in palese inosservanza delle  giuste disposizioni previste dalla L. 43/2006.  Questo secondo aspetto non è accettabile né negoziabile.

Prendiamo atto che si sono volute sovvertire le regole che il legislatore aveva posto a garanzia della sicurezza ed affidabilità di chi opera in ambito sanitario, e che invocarne il rispetto è stato definito dalla Presidente De Biasi “fare polemiche fuori dal tempo”. L’Associazione Italiana Fisioterapisti, unica rappresentanza professionale riconosciuta con decreto ministeriale, non ha mai fatto polemiche verso alcuno ma solo esercitato il proprio diritto di espressione in modo civile e propositivo.

E’ certamente facoltà di chi governa cambiare le leggi esistenti, ed è sicuramente azione giusta e dovuta ogni volta che serva a innovare per migliorare.

Quando, al contrario, nuove leggi sono proposte per aggirare norme precedenti poste a garanzia del sistema, determinando gravi ricadute sulla sicurezza e affidabilità dell’organizzazione della salute pubblica, si compie un atto certamente nei poteri di una commissione in sede referente, ma di grave irresponsabilità politica.

Da oggi AIFI agirà in tutte le sedi, chiamando a raccolta tutte le forze professionali, politiche e sindacali, per il pieno rispetto della normativa vigente, condizione necessaria per la tenuta del sistema sanitario nel suo complesso.

Sorgente: DDL 1324 “LORENZIN”: APPROVATO IN COMMISSIONE AL SENATO, UN TESTO DA MODIFICARE – A.I.FI.

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APERTE LE ISCIZIONI AL CORSO BASE RPG MILANO BOLOGNA

RIEDUCAZIONE POSTURALE GLOBALE

CORSO BASE RPG BO

CORSO BASE RPG MI

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Gli effetti del riscaldamento, massaggio e stretching sul range di movimento e forza muscolare degli arti inferiori. – PubMed – NCBI

Sono stati misurati in otto volontari maschi gli effetti di generico riscaldamento, massaggio e stretching sul range di movimento (ROM) e la forza dei quadricipiti e dei muscoli ischio-crurali. La forza muscolare della coscia non è stata influenzata da procedure sperimentali. Lo stretching portato ad un aumento significativo del range di flessione dell’anca / estensione, abduzione dell’anca, la flessione del ginocchio, e dorsiflessione della caviglia; l’effetto è stato significativamente maggiore di quello ottenuto dal massaggio e dal riscaldamento separati o combinati. Solo la flessione dorsale della caviglia stata influenzata dal massaggio o il riscaldamento, mentre lo stretching ha influenzato tutti i gruppi muscolari testati. Lo Stretching fu dunque superiore agli altri metodi testati per aumentare la flessibilità negli arti inferiori.

Sorgente: Effects of warming up, massage, and stretching on range of motion and muscle strength in the lower extremity. – PubMed – NCBI

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FORMAZIONE SUPERIORE IN RIEDUCAZIONE POSTURALE GLOBALE

“Patologie cranio-cervicali dell’equilibrio e del tono:

la correzione del sistema muscolare extra – oculare”

La formazione di base in R.P.G. ci permette di considerare i muscoli oculomotori nello stesso modo di tutti gi altri muscoli del corpo umano.

Il nostro approccio ai disordini degli assi visivi è basato sull’osservazione della tensione vincitore – vinto.

L’orientamento dello sguado, inoltre, si presena come un’egemonia inevitabile e diviene così importante considerare questo aspetto nell’organizzazione della postura statica e dinamica.

 

Con la formazione preparata da Pastor le patologie cranio – cervicali dell’equilibrio e del tono  assumono tutta la loro importanza.

Questi quattro giorni consacrati al trattamento in R.P.G. per mezzo della correzione del sistema muscolare extra oculare (SMEO) ci permettono di ripassare ed approfondire i concetti teorici che determinano i nostri gesti terapeutici.

L’anatomia dello SMEO c’è presentata per dedurne la biomeccanica e scoprirne le azioni necessarie per la visione bioculare.

 

La conoscenza dell’innervazione motoria, sensitiva, simpatica e parasimpatica permette di capire la sintomatologia legata ai problemi dello SMEO.

Queste vie riflesse ed anatomiche offrono delle soluzioni per risalire dalla sintomatologia alla causa in particolar modo i quei casi in cui i  trattamenti o gli approcci terapeutici precedenti non abbiano apportato alcun giovamento.

 

L’analisi sistematica dello smeo segue la stessa logica di quella acquisita nel corso di base della R.P.G..

Alcune domande chiave ci permettono di inquadrare precocemente alcuni pazienti che potrebbero beneficiare del fatto di aver individuato il filo delle retrazioni verso lo SMEO.

In seguito procediamo all’esame complementare dello SMEO secondo i diversi assi visivi, in visione bioculare. La direzione di movimento dei bulbi oculari, che è la cosa più complicata, è valutata anche nelle quattro linee di scelta di postura associando il riequilibrio della nuca (scom o gesù).

Si arriva quindi ad identificare quale muscolo extraoculare è implicato nella patologia di un paziente e questo in una posizione ben precisa della testa ed in una ben precisa tensione corporea.

 

L’importanza della visione periferica e dei suoi impatti clinici è particolarmente ben sviluppata.

Sulla base di questo concetto, ci sono spiegate le turbe della coordinazione motrice, della concentrazione e di alcuni problemi di apprendimento.

Sono rivisti in modo dettagliato i sistemi propriocettivi così come i sistemi d’integrazione centrali implicati nel controllo della postura e dell’equilibrio.

 

Finalmente vengono spiegati i legami tra lo SMEO ed i canali semi – circolari ed in questo modo forti di queste conoscenze anatomiche, biomeccaniche, neurologiche ed ottiche si può comprendere facilmente una sintomatologia in corrispondenza con un problema oculomotore: cefalee, vertigini / instabilità, sintomi visivi ecc..

La correlazione occhio bocca completa il tutto implicando meccanicamente e neurologicamente l’articolazione temporo – mandibolare (ATM) con lo SMEO tramite, tra le altre cose, le interferenze del nervo trigemino. Basandosi sulla teoria le valutazioni e le correzioni della ATM sono riviste e praticate. I trattamenti di alcuni nostri pazienti avranno piste di risoluzione che vanno verso il cranio, le vertebre cervicali alte, l’ATM, un muscolo extra oculare …. e ciò rispettando la globalità.

Il vocabolario e la terminologia utilizzatati ci permettono di poter avere degli scambi con gli altri professionisti che si occupano dello SMEO come ortottisti ottici medici oculisti ecc..

Comprendere l’effetto della correzione delle lenti ottiche sulla vista permette di prevedere l’impatto muscolo – scheletrico dell’intervento d’altri professionisti.

Il ripasso delle nozioni d’Ottica c’insegna a capire la vista dal punto di vista dei suoi imperativi: stabile chiara unica confortevole.

Queste egemonie del sistema sensoriale visivo hanno delle ripercussioni importanti sul tono, sull’equilibrio e sull’organizzazione spaziale.

 

Le indicazioni di trattamento dello smeo sono chiaramente stabilite così come tutte le controindicazioni e le precauzioni. Viene chiarito in maniera chiara il campo d’azione di competenza del fisioterapista in modo da evitare conflitti con altre figure professionali.

 

L’insegnamento della manualità è condotto in modo efficace, il che permette un apprendimento dell’uso delle dita preciso e sicuro. Tutte le tecniche di correzione sullo SMEO sono dimostrate e supervisionate al fine di instaurare la fiducia terapeutica che permetta di applicare quanto appreso alla fine dei quattro giorni.

Le sequenze di progressione e le indicazioni a procedere sono stabilite in modo chiaro lasciando poco spazio all’ambiguità riguardo ai diversi passi terapeutici da fare nell’approccio di questi casi.

 

Questo corso affronta tutti gli aspetti di una pratica professionale corretta ed attualizzata.

In pratica migliora il nostro sapere, il nostro saper fare e saper essere.

La bibliografia è impressionante, attuale e di un valore scientifico innegabile.

E’ consigliabile fare alcune letture prima del corso in modo di rinfrescare la memoria su alcuni argomenti a volte un po’ ostici quali la fisiologia….. ogni obiettivo del corso è largamente raggiunto. Il docente è molto preparato sulla propria materia ed ha una didattica brillante, interessante e pertinente e le sue qualità di comunicatore permettono di sfruttare al massimo questi quattro giorni di corso che ci permetteranno sempre di affrontare i nostri pazienti dalla punta delle dita alla radice dei capelli passando per gli occhi!

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Sylvie Marchand, physiothérapeute